Ne parli sempre, ma non davanti agli altri. Sempre e soltanto con una sola persona che è lontana da tutto questo.
Ma improvvisamente ti accorgi di atteggiamenti strani, di allusioni e di avvenimenti in cui non puoi fare a meno di chiederti: “Sono io stupida o loro pensano che lo sia?”. Ovviamente potrebbe essere solo il tuo solito sospetto, dato che credi sempre che la gente sia così cattiva da complottare contro di te, e hai talmente sfiducia che pensi – perché lo sembra tutte le volte – che vogliano solo ferirti. Magari è solo la tua immaginazione, guidata dall’egocentrismo gigante che contraddistingue la tua persona. Ma se non sei del tutto idiota, dubiti. Già, non puoi proprio fare a meno di dubitare.
Ad essere sinceri, sarebbe di per sé disgustoso il pensiero che ridano di te dietro le tue spalle per una cosa del genere, ma a quanto pare ai nostri tempi è all’ordine del giorno, di uso comune. Non puoi evitare quindi di porti la seguente domanda: “Si stanno divertendo a tua insaputa?”, perché dopotutto ti è sempre interessato almeno un pochino dell’opinione degli altri.
Ma poi ti rendi conto di qualcosa… qualcosa di bizzarro: stai ridendo anche tu.
Ridi, perché fa ridere a te tanto quanto a loro, anche se forse in modo diverso.
Ridi, perché forse… bisogna ridere per vivere e sorridere per sopravvivere.
Ti sei sentita veramente tante cose nella tua vita. E mancava soltanto questo: il fenomeno da baraccone.
E poi c’è da chiedersi perché non hai più amici e non riesci ad interagire con le persone.
Cerchi di mantenere sempre facce impassibili o almeno così credi. Non lasci trasparire emozioni. Ma poi? Poi scoppi a ridere. Tutti ti guardano, staranno probabilmente pensando che sei pazza, ma il punto è che sai di esserlo, quindi non ti importa. Ti mordi il labbro e scuoti la testa, mentre ti chiedono perché stai ridendo. «Per nulla, scusate.»
Perché se loro ridono di te insieme, tu ridi di loro da sola. È un buon compromesso.
Ridi.
Perché resta comunque tutto tremendamente divertente.
Quindi… ridi.

